Un robot che va a scuola

Nell’anno scolastico 2012-2013, la scarsità di risorse disponibili hanno spinto alla realizzazione di alcuni laboratori presso le scuole, anziché presso il Museolaboratorio di Officina Emilia.

I laboratori si sono svolti nelle aule in cui normalmente si svolgono le attività didattiche per le classi, oppure in aule attrezzate della scuola. Ogni laboratorio è stato condotto da un educatore, formato da Officina Emilia, in collaborazione con un insegnante della classe. Sono stati realizzati 11 laboratori “Robot Cocco Drillo” e 3 laboratori “Fanti Ferrosi” nelle scuole primarie, 6 laboratori “Robot che segue una linea” nella scuola secondaria di 1° grado e 1 laboratorio “Robot che segue una linea” nella scuola secondaria di 2° grado.

Officina Emilia ha condotto due azioni di formazione per sostenere la realizzazione del programma. La prima ha coinvolto un gruppo costituto da circa 15 docenti, che si erano dichiarati interessati a realizzare i laboratori con le loro classi, in collaborazione con un solo educatore di Officina Emilia. La formazione è durata circa cinque ore, perché la maggioranza dei docenti aveva già partecipato ai laboratori presso il Museolaboratorio e alcuni anche ad altre sessioni di formazione presso Officina Emilia. La seconda azioni formativa ha coinvolto i nuovi educatori della struttura partner per la realizzazione dei laboratori. Anche in questo caso, la formazione è stata breve, perché gli educatori coinvolti avevano già esperienza nella realizzazione di laboratori presso la sede di Officina Emilia.

Ciascun laboratorio presso le scuole ha utilizzato materiali didattici, macchine e documenti di Officina Emilia.

Per misurare gli effetti e valutare i risultati della sperimentazione sono stati predisposti strumenti di rilevazione delle procedure, del gradimento da parte dei docenti coinvolti e da parte degli studenti delle classi in cui si sono svolte le attività di laboratorio.

Sono emersi elementi che consentono di valutare positivamente l'esperienza, sebbene alcune criticità appaiono difficili da superare. In primo luogo, emergono elementi di minore coinvolgimento e motivazione da parte degli studenti che sono più in difficoltà a scuola. Essi trovano maggiori stimoli e minori elementi di distrazione quando si trovano nel Museolaboratorio, rispetto alla situzione in cui si chiede loro di partecipare ad un laboratorio nell'aula scolastica. In secondo luogo, dal punto di vista organizzativo, in numerosi casi sono emersi elementi di confusione di ruoli, tra educatori e personale scolastico, e inciampi pratici che hanno reso molto difficoltoso allestire convenientemente gli spazi necessari per svolgere le attivit.

Il giudizio definitivo porta a ritenere preferibile svolgere i laboratori presso la sede del Museolaboratorio, lasciando lo svolgimento nei locali scolastici solo a situazioni di penuria di risorse.