Osservazioni degli educatori

La percezione degli educatori è stata positiva, basata sulle reazioni degli insegnanti e gli studenti. La percezione è di una buona motivazione e partecipazione degli studenti e i laboratori sono sempre stati portati a termine come previsto in programmazione.

Tuttavia, l'efficacia dei laboratori è ridotta a causa della mancanza delle sollecitazioni che derivano agli studenti dalla visita al Museolaboratorio. Si è pensato di migliorare l’esperienza introducendo un video che mostri e descriva il diario di viaggio, presenti il tornio Monarch e l’operaio che lo fa funzionare, introduca il concetto di innovazione con un linguaggio comprensibile.

Le scuole presentano situazioni molto eterogene sotto il profilo organizzativo, per la qualità e la quantità delle attrezzature effettivamente disponibili e per il numero di docenti coinvolgibili nella realizzazione efficace dei laboratori. Stili formativi diversi, metodologie didattiche consolidate e apprezzate e differenziate capacità relazionali rendono molto complesso interagire con i singoli docenti. Le scuole hanno capacità molto differenziate di costituire gruppi di docenti che possano intervenire in maniera efficace ed efficiente, con omogeneità di metodologie, nelle classi parallele che usualmente si fanno partecipare ad iniziative innovative comuni. Non sempre i docenti che prendono l’iniziativa, che giocano un ruolo di leader e di traino, sono seguiti da gruppi di docenti altrettanto motivati, preparati e capaci di intervenire in maniera efficace nella conduzione diretta di azioni innovative. Quando i docenti accompagnano le classi nel Museolaboratorio non sono coinvolti tutti direttamente nella conduzione delle azioni educative. Gli educatori di Officina Emilia si incaricano di quasi tutto il lavoro educativo, coinvolgendo i docenti che più si offrono di partecipare in modo attivo nella conduzione delle azioni didattiche, ma lasciando nel ruolo di osservatori i docenti meno intraprendenti. Proprio i docenti poco intraprendenti e meno motivati verso l’innovazione, quando, nelle loro aule, hanno il compito di sostenere l’operato di un unico educatore, si dimostrano poco efficaci e rischiano di limitare gli effetti positivi del laboratorio.

I tempi effettivi per la preparazione e la realizzazione dei laboratori sono molto diversi a seconda del tipo di organizzazione delle singole scuole. Alcune scuole ad esempio, non sono pronte ad accogliere l'educatore che deve realizzare il laboratorio e a volte è stato speso molto tempo per risolvere difficoltà logistiche riguardanti il funzionamento di LIM e videoproiettori.

Per quanto riguarda la collaborazione con gli insegnanti, i laboratori sono stati maggiormente efficaci quando era stata predisposta un’accoglienza dell'educatore al suo arrivo a scuola (informando il personale ausiliario o la segreteria) ed era stato preparato il materiale di supporto tecnico, oltre che verificato il suo funzionamento. Inoltre, l’efficacia è aumentata quando l’insegnante coinvolto aveva anticipato i contenuti di base e gli obiettivi del laboratorio. Ma soprattutto, l’efficacia è stata superiore quando il docente coinvolto ha svolto un ruolo di co- conduttore, di facilitatore e ha contribuito a tenere sotto controllo le dinamiche di gruppo e i comportamenti individuali.

Purtroppo, in alcune scuole, durante il laboratorio i docenti della classe si sono alternati secondo il normale orario delle lezioni, facendo mancare la continuità di azione e facendo gravare sull'educatore ogni carico didattico. Questa situazione corrisponde ad una condizione in cui i docenti più intraprendenti e motivati operano di fatto in un ambiente non collaborativo, composto di docenti passivi e non adeguatamente motivati verso le innovazioni didattiche. Un segnale positivo viene dalla constatazione che i docenti coinvolti, che avevano partecipato come accompagnatori ai laboratori presso il Museolaboratorio, si sono dimostrati generalmente più collaborativi di quelli che non hanno mai frequentato Officina Emilia. Questa correlazione può essere almeno in parte il frutto dell’effetto positivo della “formazione in situazione” che Officina Emilia ha ipotizzato e sostenuto in modo esplicito, quando ha strutturato la collaborazione tra i tutor e i docenti accompagnatori delle classi che partecipano ai laboratori nel Musoelaboratorio. Ma potrebbe anche, in parte, confermare che le azioni innovative, quando vengono proposte alle scuole, intercettano la parte più motivata e preparata dei docenti, lasciando quasi interamente inalterati i comportamenti dei docenti più passivi, meno motivati ed intraprendenti.

I laboratori presso le scuole sono stati realizzati nelle aule oppure in aule attrezzate e in aule-laboratorio. Quando il laboratorio viene effettuato nella stessa aula in cui la classe segue la usuale attività didattica, è utile avere una aula munita di LIM (per sostituire il proiettore) o almeno è utile avere un telo su cui proiettare. Nelle aule, è stato notato che i ragazzi dei banchi più lontani dalle immagini proiettate fanno più errori nella fase di costruzione e ci sono maggiori rischi correlati alla presenza di cavi, non sempre in condizioni di sicurezza. La stessa dimensione della aula è risultata spesso scarsa e sono stati utilizzati ance i corridoi.

L’esperienza ha suggerito che sotto il profilo organizzativo è meglio se si prevede un incontro organizzativo preliminare tra educatore e insegnante al fine di condividere obiettivi, metodologia didattica, aspetti organizzativi e suddivisione dei ruoli nella conduzione del laboratorio. In particolare l’insegnante deve dare un supporto significativo nella gestione delle dinamiche di gruppi, che devono essere definiti prima dell’avvio del laboratorio, come usualmente avviene se la classe si presenta nella sede di Officina Emilia, in base ai livelli di apprendimento e alle problematiche relazionali, in modo da realizzare gruppi misti e non di livello.

L’impresa partner nella conduzione dei laboratori decentrati presso le scuole suggerisce di valutare la opportunità di integrare lo staff con un secondo educatore per evitare le difficoltà che derivano dalla scarsa efficacia della collaborazione dei docenti.