Formazione iniziale degli insegnanti

Officina Emilia ha adottato una metodologia attiva per la formazione degli insegnanti e degli educatori.

I percorsi educativi per gli studenti sono costruiti e messi a punto con i docenti coinvolti, che diventano protagonisti e allo stesso tempo sono popolazione-obiettivo dell’intervento di ricerca-azione. In particolare, i docenti partecipano alla progettazione e alla realizzazione delle attività didattiche, ma hanno anche proprie esigenze di conoscenza e crescita professionale, che si alimentano mentre essi stessi innestano processi innovativi dentro le loro scuole.

L’insegnante non è un trasmettitore d’informazioni, depositario indiscusso di un sapere universale, astratto e decontestualizzato, ma un facilitatore dei processi di apprendimento che guida l’allievo a riconoscere con consapevolezza e a ridefinire in modo riflessivo le sue competenze. La formazione dei docenti rischia di essere semplicemente ininfluente se si limita alla comunicazione di informazioni, sebbene molto importanti, innovative e ben confezionate. Tale formazione rischia di non promuovere apprendimenti efficaci e addirittura può alimentare distacco e rifiuto.

L’apprendistato cognitivo, anche nel caso della formazione iniziale o in servizio del personale docente, può sostenere l’apprendimento significativo, perché parte da esperienze concrete per procedere verso l’astrazione, guidando l’azione riflessiva in progress sia sui contenuti che sui processi. In questo modo di agire, si incoraggiano i docenti a ragionare sui problemi, sui fallimenti, sugli errori, favorendo lo sviluppo del pensiero divergente e creativo e promuovendo la loro competenza, in un dominio specifico di pratiche condivise.

Non si deve dimenticare che il docente facilitatore, coach e counselor necessita di avere anche competenze disciplinari. I contenuti sono elementi essenziali nel contesto di un problema da risolvere, di una attività da svolgere e sono selezionati sulla base della loro utilità ad affrontare specifiche situazioni. Un insegnante efficace facilita i processi di codifica delle conoscenze, promuove la loro organizzazione, mappatura e trasferibilità da un dominio a un altro. Incoraggia l’interdipendenza tra conoscenze formali, informali e non formali. Accompagna la riflessione metacognitiva, sollecitando la presa di coscienza dei punti di forza e di debolezza del percorso di apprendimento. Stimola processi di rielaborazione e trasferibilità di quanto appreso in contesti diversi. Tutti questi processi mettono in gioco capacità, conoscenze e competenze che sono tipiche di una molteplicità di ambienti professionali e che necessitano di apporti di discipline diverse. Purtroppo l’esperienza formativa dei docenti è troppo spesso strettamente disciplinare e sono quasi inesistenti le esperienze multidisciplinari.

Il programma sperimentato di formazione dei docenti prevede momenti formali di comunicazione, con attività di elaborazione per piccoli gruppi, in situazione di formazione d’aula. Prevede anche attività di laboratorio in cui i docenti giocano il ruolo di discenti, prima di affrontare la riflessione e la manipolazione dell’evento educativo sotto osservazione. Infine, una formazione particolarmente efficace è effetto della strutturazione dell’attività di osservazione che il docente compie durante la partecipazione delle sue classi agli “eventi stimolo”.